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  • ilariaianni1986

Quando è necessario fermarci ad ascoltare il nostro Corpo.

Il tuo Corpo ti parla


È accaduto di nuovo, qualche settimana fa

 

Di cosa sto parlando?

 

Il corpo ci parla di come ci sentiamo e di quello che avviene dentro di noi:


Sensazioni positive, energia, o malesseri, dolori, problemi.

Stati d'animo profondi e spesso inconsapevoli

 

Sono sicura che sarà capitato anche a te.

Tante volte, magari anche adesso.

Come è successo anche a me senti sia arrivato il momento di ascoltarti,

ma non sai da dove partire, o hai paura di fermarti.

 
Rallentare e prendersi cura di se

Lascia che ti racconti...

Da qualche settimana ho iniziato a non sentirmi bene.


A dire la verità è iniziato ancora prima, durante un progetto di lavoro a cui ho preso parte ad aprile, ma come spesso accade, quando siamo immersi nel fare fare fare,

riusciamo ad anestetizzarci e mettere l'attenzione solo su alcune priorità.

 

Sarà temporaneo ho pensato.

E’ lo stress. Passerà.

Tieni duro.

 

STRESS:

una parola che oggi usiamo per giustificare moltissimo di quello che ci accade.

Tra le possibili cause di un sintomo se ci fai caso, lo stress compare sempre!


Un contenitore di sintomi, momenti, stati d’animo, reazioni e paure.

Chi più ne ha più ne metta!!!

 

Non è vero?

 

Tornando a qualche mese fa, spinta da quella che era la necessità del momento,

e cioè di non fermarmi, ho sorvolato, nell’attesa che tutto passasse.

 

Secondo te è accaduto?

 

Sono sicura avrai risposto di no...

Ed infatti, invece di iniziare a sentirmi meglio, ai primi malesseri se ne sono aggiunti altri.

 

Cosa mi stava accadendo?

 

Di nuovo non stavo ascoltando qualcosa dentro di me.


Ero presa da tante cose:

l’esigenza degli ultimi mesi era stata mantenere alto il ritmo.

Stavo facendo tantissimo è vero, ma stavo tralasciando molto altro.

 

Ho esperienza che questo può anche funzionare a lungo, diventando un'abitudine:

ma qualche anno fa scelsi che non sarebbe stato più così per me.

 

Quel malessere fisico, mi stava parlando.

E mi parlava di comportamenti e di abitudini;

ma ancora di più di pensieri ed intenzioni.

 

Stavo facendo si quello che volevo, ma non come volevo.

L’intenzione che stavo agendo era diversa.

 

Stavo permettendo al pensiero del risultato,

all’aspettativa,

di prendere il sopravvento.

 

Ma come ti ho scritto, non è la prima volta.

 

La vera prima volta, (quella consapevole), è stata anni fa, quando lavoravo ancora a Bolzano in una Multinazionale Sportiva in modo "tradizionale".


(Insomma, prima del mio “VadoLibera”!)


Avevo scelto di intraprendere un percorso lavorativo che in quel momento rispondeva ad un perché forte…

fare esperienza, spostarmi, conoscere nuove realtà.


Andava tutto benissimo, fino a quando ad un certo punto qualcosa ha iniziato a non funzionare più.


Stanchezza, dormivo male e poco, non avevo appetito, ero irrequieta, e molto molto altro.

Tutto questo si rifletteva in ogni aspetto della mia vita:


Relazioni non sane, insoddisfazione, autostima molto molto bassa.

Avere un Burnout, difficoltà a sentirsi sereni

Fu davvero un momento molto difficile della mia vita.

Ero lontana da casa.

Cercavo all'esterno supporto e conforto.

Cercavo all'esterno conferme, solo per sentirmi meglio.


Ed in questo modo,

pensa,

ero convinta di prendermi cura di me.

 

Mi dicevo, sto facendo tutto al meglio.

Sto facendo quello che voglio.

Vivo dove voglio vivere!

 

Oggi ripensando a quel momento e grazie al lavoro

che ho fatto su di me,

so che il problema ed anche la soluzione

stavano in quello che mi dicevo.


Mi stavo dicendo ma non mi stavo chiedendo.

Farsi delle domande per ascoltarsi

“Meglio rispetto a cosa?”

"Se sto facendo davvero quello che voglio e mi trovo dove voglio essere,

perchè allora mi sento così?"


 

Pedalavo, fortunatamente non ho mai smesso.

 

Pedalare mi ricaricava e mi dava energia per continuare a far girare una ruota, inconsapevolmente.


Quello era anche il periodo dei Blackout:

Non vedere via d'uscita

Periodicamente mi capitava che per

uno o due giorni mi sentissi completamente priva di energie

Dormivo e non avevo forza per fare altro.

Poi tornavo a sentirmi meglio e si ricominciava.

Di nuovo pensavo…Lo stress.


Ma a quei sintomi se ne aggiunsero altri.


Per noi Donne il ciclo mestruale è un vero segnale;


Il mio stava diventando doloroso, sempre più doloroso da costringermi in alcuni casi a lasciare il lavoro e tornare a casa.

Era una cosa totalmente nuova per me di cui non avevo mai sofferto.

Mi svegliavo la notte con dolori fortissimi.


Qualcosa nn stava andando.

Lo sapevo.


Compresi solo più tardi quando decisi di scendere da quella ruota,(sulla quale ero salita inconsapevolmente)

cosa fosse.


Quello che volevo per me non era affatto allineato a quello che stavo facendo.

Quello che volevo per me non era allineato neanche a quello che ero abituata a credere fosse giusto e vero per me.


Correvo, rincorrevo…

Ed oggi con molta tenerezza per quei momenti, mi chiedo dove stessi andando così di fretta.


In poco tempo cambiò tutto.

 

C’è stato un Click!

Quando lo fai,

quando trovi quel pulsante invisibile dentro di te,

il click lo senti.

 

Ho scelto che non volevo più sentirmi così e che per farlo dovevo prendere un impegno con me.


Ho ricreato una nuova quotidianità, piano piano, riappropriandomi di una concezione del tempo diversa, rallentando e prendendo consapevolezza che il correre e quello che chiamavo stress non erano finalizzati ad una meta, erano diventati la meta stessa.


Fare di più per sentirmi brava.

E' in questa fase della mia vita che nasce VadoLibera.

(Ma non è di VadoLibera che voglio parlare, o meglio non della storia di VadoLibera


Voglio parlarti di come il focalizzarmi sul

“come volessi sentirmi”

mi ha permesso di creare spazio per nuove abitudini

  • Abitudini nell’ ascoltare il mio corpo

  • Abitudini nel come pensare e come parlarmi

  • Abitudini nel dove mettere l’attenzione

 

Sai che quando non si fa più una cosa ci si abitua a non farla?

Questo vale anche al contrario ovviamente!

 

Prima costruiamo intorno a quell’abitudine un sistema di pensieri:

Non serve

Non cambierebbe nulla.

Io non posso farci nulla, sono così.


Poi cerchiamo conferme all’esterno:

Il mondo è pieno di persone che “corrono”

Dobbiamo essere più produttivi


Fino a quando scegliamo il rimedio più veloce:

Scegliamo la strada meno faticosa e che nella maggior parte dei casi è quella che già conosciamo: curiamo il sintomo.


Elaboriamo un modo di "occuparci" o di "definire" quello che proviamo attraverso il nostro corpo, che sia funzionale ad un unico scopo, anestetizzarci e non fermarci;

Mantenere alto il Ritmo!


In quest'ottica:

I sintomi sono un fastidio;

Sono un’abitudine;

Oppure sono addirittura normali.


D’altronde chi non soffre di qualcosa?

I sintomi diventano il problema!

 

Ma voglio farti una domanda…

E se fossero invece un prezioso alleato???

Se il corpo ci parlasse?

Non con le parole ovvio.

 

Il Corpo ha un suo Linguaggio

...Già ma noi non abbiamo tempo per questo.

Cerchiamo di eliminarli i sintomi, gli effetti di quello che nella maggior parte dei casi nasconde qualcosa di più profondo che un semplice malessere.


Oppure rimandiamo ad un altro momento, cioè procrastiniamo.


Anche Prometterci qualcosa è un’abitudine che tranquillizza, almeno apparentemente.


Viviamo di abitudini.


Il problema di fondo resta.

Ma soprattutto ritorna.



 

Ora voglio parlarti di due cose che per me hanno fatto e fanno la differenza.

 

Chiedermi come volessi sentirmi.

Chiedermi davvero come volessi sentirmi, scegliendo di essere sincera con me stessa, di non raccontarmela, anche se a volte è stato estremamente faticoso;

Le sensazioni che volessi provare, nella mia quotidianità, nel rapporto con me stessa, nel lavoro.

L’Ilaria che avrei voluto essere.

 

Scegliere di voler avere nuove abitudini e prendere un impegno con me stessa.

Potrà sembrare banale, ma non lo è.

Soprattutto quando si tratta di prendere impegni con noi stesse, sono i primi che siamo pronte a sacrificare.

 

Il passo successivo è stato cambiare intenzione per ognuna delle nuove abitudini che stavo scegliendo per me:

  • Abitudini nell’ ascoltare il mio corpo

  • Abitudini nel come pensare e come parlarmi

  • Abitudini nel dove mettere l’attenzione

 

"Cura i sintomi ricercando la causa"

Il mio corpo mi parla, io lo ascolto

Ascoltare il tuo corpo con un’intenzione diversa significa creare dentro di te una nuova credenza:

il sintomo non è Causa del nostro malessere, ma Effetto del nostro malessere.

"Inizia a parlarti e pensare in modo funzionale a chi sei."

Sono quello che mi dico di essere.

Qui l’intenzione è fondamentale.

Osserva e rifletti se il tuo modo di pensare e di parlarti sia in linea con la persona che vuoi essere.

Il più delle volte non lo è e crea resistenza

"Sospendi il giudizio delle cose, non belle o brutte, non giuste o sbagliate, ma opportunità. Abbi fiducia in questo."

Scegli di vedere le cose per quello che sono, fatti, esperienze, persone, che arrivano mai contro di te, ma per te.

Dietro ad ogni situazione c’è una qualità che possiamo allenare, c’è una parte di noi che non abbiamo ancora visto.



Lasciati guidare da una nuova intenzione:


Sentirti bene. Te stessa. Libera di esprimerti.

In equilibrio

Dentro e Fuori.


Lasciati guidare da questo desiderio, e stai in questa energia.


Tu puoi se vuoi.

VadoLibera


 

Allora scegli per te e chiediti…

 

Chi voglio essere e come voglio sentirmi?



Ti lascio con questa domanda.

Lo faccio perchè per me è stato difficile rispondere ma allo stesso tempo mi ha aperto la strada a VadoLibera.


Prenditi del tempo per rispondere a te stessa.



Ti aspetto nei commenti se avrai voglia di condividermi qualcosa di te.

Scrivimi se vuoi prenotare una Discovery Call Gratuita con me e

scoprire il Percorso 1:1 VadoLibera ViviLaTuaVitaInEquilibrio.



Ti abbraccio forte

Ilaria

VadoLibera





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